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Il modello d'intervento
| Indice |
|---|
| Il modello d'intervento |
| Fasi dell'intervento - 1 Assessment |
| PEI parte 1: educazione strutturata |
| PEI parte 2: obiettivi e metodologie ABA |
| Verifica e risultati |
| Tutte le pagine |
Il modello d'intervento
Presso i Centri e in diversi contesti naturali si applicano trattamenti psico-educativi globali e individualizzati.
Il nostro modello d'intervento si basa sull'uso integrato di strategie complementari, validate in letteratura: ABA, educazione strutturata, comunicazione aumentativa, strategie visive.
La scelta di fondo è l'approccio scientifico, l'ottica è il rispetto delle diversità e l'adattamento reciproco per trovare punti di incontro e stabilire relazioni significative con le persone autistiche.
Le strategie vengono applicate in maniera individualizzata e flessibile, coerente con i bisogni, le caratteristiche individuali e gli esiti della valutazione. Sono previsti trattamenti presso i Centri e in ambito domiciliare e scolastico.
Il modello d'intervento si basa su taluni presupposti, condivisi con il programma TEACCH:
- l'autismo è un disturbo generalizzato dello sviluppo e ha origine organica (DSM IV, ICD10)
- gli interventi sono individualizzati e le strategie applicate in direzione dei contesti naturali
- le famiglie sono coinvolte quali partners educativi
- i risultati sono rigorosamente controllati
- i programmi sono applicati con modalità atte a favorire la generalizzazione
- gli interventi sono attuati in prospettiva dell'integrazione scolastica e sociale, e per gli adulti in direzione del lavoro e della permanenza in famiglia.
In modo specifico, il modello prevede l'integrazione di strategie derivanti dall'Analisi Applicata del Comportamento (ABA) e dall'Educazione Strutturata (ES), strategie per la comunicazione.
In linea generale, le strategie ABA sono finalizzate all'incremento di abilità e comportamenti, l'educazione strutturata ha lo scopo di facilitare l'apprendimento, la comunicazione, la comprensione e il controllo della realtà. La contrapposizione tra le due prospettive è, a nostro avviso, priva di fondamento (vedi scheda Schreibman qui di seguito).

(da L. Schreibman, The Science and Fiction of Autism, 2007)
La scelta delle strategie si basa sull'età, sulle caratteristiche individuali, sulle potenzialità e i bisogni educativi emersi dalla valutazione funzionale. Si considerano, inoltre, lo stile cognitivo differente, i punti di forza (iperealismo e pensiero visivo) e di debolezza (difficoltà di generalizzazione eastrazione) che caratterizzano l'autismo e che si esprimono in diverse modalità e gradazioni nei vari soggetti.
Per l'età infantile si privilegiano contesti naturali di gioco, per l'età adulta contesti funzionali.










